CRONACHE CATANESI DEL “SEMPRE RAGIONE IO HO”: L’AMMINISTRAZIONE COMUNALE NON TORNA INDIETRO. “TONFO GIOENI”, ORA E’ TEMPO DI “STANCANELLI NON DECISE, NOI Sì”. CERTO, DI INCASINARE LA CITTA’!


Pubblicato il 14 Settembre 2014

Le ultime su una vicenda che pagano ogni giorno da mesi migliaia e migliaia di catanesi. E chissà per quanto tempo ancora…

di iena miscredente

Assente il sindaco (ma dov’è?), assente l’assessore comunale ai lavori pubblici Luigi Bosco (ci ha messo decine di volte la faccia, forse è troppo pure per lui adesso…), oggi, a Palazzo degli Elefanti, quasi a replicare all’incontro con i giornalisti del centrodestra (che qualche “siluro” di quelli seri lo ha puntato sull’amministrazione in tema di Tondo Gioeni e altri temi del disastro amministrativo di questo anno e mezzo di giunta “primavera”),

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è stata la volta di una conferenza stampa con il vicesindaco Marco Consoli, l’assessore al bilancio Giuseppe Girlando,

il consulente per la mobilità ing. Vincenzo Condorelli, il consulente per i rapporti istituzionali del sindaco Francesco Marano: gli ultimi due fino a qualche tempo fa erano entrambi contrari all’abbattimento del ponte del Tondo Gioeni (vedi link)

http://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=3348

 

http://www.ienesiciliane.it/articolo.php?aid=3580

Ma tant’è. Ora lo “slogan” della macchina della propaganda comunale (era presente in sala l’addetto stampa dell’Asec Trade, pagato migliaia e migliaia di euro all’anno di denari pubblici) è il seguente: Bianco ha deciso, Stancanelli no.

Certo, Bianco ha deciso…di mettere nei casini migliaia e migliaia di catanesi, che da mesi, subiscono danni in tempo e denaro e hanno dovuto in parecchi cambiare percorsi stradali. Per evitare l’ “inferno” del Tondo Gioeni. Altro che risparmi sui costi! La città, chissà per quanto tempo, ha subito un danno enorme, qualcuno dice addirittura che sia permanente. Cari catanesi, ve la potete “spacchiare” davvero!

Ma non è finita:

con stile inglese, nel corso dell’incontro con i cronisti è stata consegnata ai giornalisti una copia della nota del 20 dicembre del 2011 l’allora assessore ai lavori pubblici Sebastiano Arcidiacono, i cui si segnalava a Stancanelli che “il finanziamento aggiuntivo, riconosciuto dalla Giunta regionale, non è relativo alla messa in sicurezza del cavalcavia ma ‘per garantire l’indifferibile completamento dell’opera’, cioè l’abbattimento dello stesso”.

“Preso atto di ciò – ha detto Consoli – l’assessore chiedeva a Stancanelli di revocare la delibera di consolidamento del ponte sia perché impossibile per ragioni di copertura economica, visto che occorrevano  complessivamente 4 milioni e mezzo oltre ai 3 e mezzo già spesi – sia per ragioni di sicurezza antisismica”.

Invece, chiediamo noi, il danno causato alla popolazione dall’abbattimento del ponte -per decenni o più- a quanto ammonta?

In attesa, finalmente, di date precise sui lavori (a quanto l’apertura del tornaindietro di via Petraro? E il sottopasso di via Caronda? Consoli ha fatto capire che su questo non c’è nulla di concreto al momento) la nota “migliore” della mattinata è stata la faccia dell’ing. Enzo Condorelli, che presto concluderà il suo incarico con il comune. Una “liberazione”? Chissà, di certo è stato un anno piuttosto stressante per il consulente alla mobilità, alle prese con una vicenda piena di problemi, non ultimo il comportamento della ditta esecutrice dei lavori e quello del direttore degli stessi (che lo ricordiamo risponde al comune di Catania), che talora sono quasi sembrati agire all’unisono. Ma è soltanto un’impressione. Di certo, la ditta ha incassato (denari legittimi, s’intende): insomma, una vicenda in cui le profonde ragioni della tutela del “pubblico” (casca il ponte? Non casca? C’è l’emergenza sismica?) sono emerse con nettezza.

In serata sono arrivate due repliche che riportiamo:

“Sia nella mia trascorsa azione di assessore che in quella attuale di vicepresidente del Consiglio comunale, ho sempre anteposto il pubblico interesse a valutazione personali o di parte.  

Non entro nel merito sull’opportunità di esibire pubblicamente un atto endoprocedimentale  o la scelta di fare una conferenza stampa fondata su una mia nota senza invitarmi né informarmi. Colgo, invece, l’occasione per rivendicare pienamente la paternità delle considerazioni contenuti nella medesima nota, quali propedeutiche a un piano di interventi in cui la rimozione del Ponte avrebbe dovuto essere solo la conclusione.

Non spetta a me giudicare se questo sia stato fatto o meno e non ho alcuna intenzione di entrare nella polemica politica che non interessa ai cittadini, tuttavia mi appare insensato e politicamente fragile per chi ha responsabilità di governo, non avere il coraggio di rivendicare una scelta fatta o peggio ancora utilizzare proposte e suggerimenti  di altri soggetti per supportare le proprie decisioni”.

                                                                       Sebastiano Arcidiacono

Vice Presidente Vicario Consiglio Comunale di Catania”.

 Ed ecco la seconda dell’ing. Giacomo Guglielmo, già esperto per la mobilità del sindaco Stancanelli:

 

“È avvilente ascoltare e leggere ancora stucchevoli polemiche sul Tondo Gioeni. Sono chiacchiere ormai inutili. L’amministrazione Bianco invece di trovare una soluzione ad un problema causato dalla sua scelta, che ogni giorno genera danni ingenti ai catanesi, fa polemiche. Stancanelli aveva fatto una scelta. Bianco ne ha fatta un’altra. I risultati sono questi. Le chiacchiere interessano solo a chi paradossalmente e sfacciatamente vuole attribuire responsabilità a chi aveva fatto la scelta opposta.
Ma penso che ormai i catanesi abbiano capito.”

 

 

 


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