GIUDIZIARIA ALLA CATANESE: LEGALITA’, GIUSTIZIA, POLITICA, INFORMAZIONE, NEL SEGNO DELLA PROBOSCIDE DEL LIOTRU?


Pubblicato il 19 Settembre 2014

Alle falde dell’Etna succede che…

di Ignazio De Luca

L’ex sindaco di Catania, avvocato Raffaele Stancanelli, insieme ad altri 19 tra funzionari ed ex assessori del comune ė stato informato dalla Guardia di Finanza di essere persona indagata, per falso ideologico, “per non aver effettuato il dissesto” così si legge in ordinanza, per fatti risalenti agli anni 2010 e 2011.

Secondo gli inquirenti, che si sarebbero mossi in base ad un esposto, di uno dei tre attuali revisori dei conti del comune, dott. Carlo Cittadino, i presunti reati, riguarderebbero il piano di riequilibrio finanziario, proposto dall’amministrazione Stancanelli, per scongiurare il default.

Per quanto ci sentiamo assolutamente Asini, per la materia di alta finanza in questione, ci ricordiamo, per certo, che il detto piano di riequilibrio, diventò esecutivo, col doppio imprimatur della Corte dei Conti e del Ministero delle Finanze.

Così da Asini maiuscoli, quali siamo nella materia, ci chiediamo: ma per proprietà transitiva il falso ideologico non dovrebbe essere contestato anche alla Corte dei Conti e al Ministero?

Infine l’ultima riflessione la vogliamo invece fare da super esperti di problemi di mala amministrazione, e la consegniamo alla Procura della Repubblica.

Sono mesi che scriviamo, citando atti, leggi, normative, regolamenti e orientamenti, tutti impudentemente sbeffeggiati dall’attuale sistema di potere insediatosi in concomitanza del “Bianco IV”.

Mentre ancora si sta appresso a presunti, ma molto presunti, reati del 2010 e 2011, che se tutto andasse per il meglio, sarebbero prescritti, in corso di dibattimento in primo grado.

Delle violazioni di legge, invece da noi denunciate, la più antica risale a giugno 2013. Parte dei nostri articoli, oltre ad essere stati consegnati, personalmente dallo scrivente, alla segretaria del Signor Procuratore, Giovanni Salvi, sono tutti freschi di stampa, inviati alla Corte dei Conti, alla Regione, all’Autorità Nazionale Anti Corruzione, alla Procura generale della Repubblica.

Di seguito una sintetica carrellata in ordine temporale delle violazioni di legge dell’amministrazione Bianco.

Addetto stampa Giuseppe Lazzaro “Gas” Danzuso, così definito perché pur lavorando per Palazzo degli Elefanti (e non potrebbe) è profumatamente pagato, 60 mila euro all’anno, dalla partecipata Asec Trade.

Proroghe illegittime per centinaia di migliaia di euro di un appalto (Puntese Diesel) della direzione Ecologia e Ambiente. Lampante responsabilità del dirigente del settore.

Conferimento incarichi di esperto del sindaco all’ex litografo Giuseppe Idonea, senza avere lo stesso i requisiti previsti dalla normativa.

Illegittima convenzione con le ditte che gestiscono gli impianti pubblicitari, con danno erariale per centinaia di migliaia di euro, per le casse del Comune.

Capo di gabinetto del sindaco, dottor Rosso, mendace, reticente e senza i requisiti di legge per occupare il posto.

Incapacità professionale accertata del segretario e direttore, nonché responsabile Anticorruzione, dottoressa Liotta.

Commissione giudicatrice di concorso illegittima nei due terzi dei componenti.

Altro che le 124 cose fatte in un anno nel “Bianco IV”.

Basterebbero le sette cose sopra enunciate per bocciare sonoramente e senza appello questa amministrazione. Ma questo in un paese normale, non certo nella città del LIOTRU, che sembra non si sappia leggere con la dovuta attenzione Iene Sicule.

 

 


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