La Provincia di Catania e quelle poltrone che pare non conoscano la crisi


Pubblicato il 17 Gennaio 2012

di Mirco Tomasino, iena provinciale

A Palazzo Minoriti non spira aria di austerity. Sarà perché il palazzo è “solido” o sarà perché la crisi è sempre pagata dal ceto medio, fatto sta che alcune figure dirigenziali della Provincia etnea hanno visto negli ultimi anni un accrescimento esponenziale dei loro compensi annuali.

Un esempio? La figura del direttore generale. Vi parliamo della dottoressa Carmela Madonia che, seppur con un rispettabilissimo curriculum alle spalle, ha fatto registrare un incremento dei propri guadagni annuali, tendenza in controcorrente rispetto al periodo di restrizioni economiche collettive.

La dirigente, secondo quanto riferiscono i documenti, che vi riportiamo sotto in allegato, è entrata in carica l’1 agosto del 2008 (siamo già sotto la presidenza di Giuseppe Castiglione ) e per l’anno in questione ha percepito emolumenti pari a 41.458,22 euro annui considerando che è entrata in servizio solamente a metà dell’anno solare.

La differenza si comincia a percepire l’anno seguente. Nel 2009 la dr.ssa Madonia guadagna al 31 dicembre la somma netta di euro 113.352,00, ossia oltre diecimila euro al mese, in barba ai venti di crisi che cominciano a spirare dagli Stati Uniti d’America.

La svolta (non epocale ma di ordinaria disamministrazione) avviene nel 2010, allorquando lo stipendio netto del direttore generale in questione viene sorprendentemente a abbondantemente aumentato.

Se nel 2009 la dr.ssa Madonia guadagnava ben 113.352,00 euro netti, nell’anno seguente avviene il “ritocchino” in busta paga con un aumento che fa lievitare lo stipendio a 120.886,57 euro annuali netti, come testimoniano i documenti allegati.

Oltre settemila euro in più sul conteggio finale, una somma che, per molte famiglie povere catanesi, rappresenta lo stipendio di un anno.

Sulla stessa lunghezza d’onda il segretario generale della Provincia etnea, la dott.ssa Francesca Ganci. Anche in questo caso, la dirigente in questione ha fatto registrare un aumento, in controtendenza con la crisi economica e la necessità di sacrifici da parte di tutti, della propria retribuzione annuale.

Come ci confermano i documenti allegati, il segretario generale ha percepito nell’anno 2009 una somma netta pari a 54.739,00, per poi avanzare nel 2010 a 80.462,13, ben ventiseimila euro in più. Mica bruscolini, come avrebbe detto il Principe della risata.

E per il 2011? Il 2012 è appena iniziato e non vogliamo rovinarci la sorpresa di capire cosa sia successo a livello di retribuzioni per l’anno appena trascorso.

Ci chiediamo il perché di tali aumenti e auspichiamo una risposta da parte dell’Ente o dei diretti interessati anche e soprattutto al fine di chiarire tali dati a chi li legge sul web e non riesce a darsi una spiegazione.

Resta il dato inquietante, comunque, di come la gente comune sia costretta a stringere la cinghia, mentre nella Pubblica Amministrazione pare che sia sempre tempo di vacche grasse.

 Visualizza i files allegati:


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