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Nino torna in Consiglio? Tutto rinviato alla Provincia di Catania
Pubblicato il 15 Marzo 2012
Niente ritorno a Palazzo Minoriti per il consigliere provinciale Antonino Sangiorgi, sedici mesi dopo il suo arresto nell’inchiesta antimafia “Iblis”. Quando avverrà l’atteso giorno? Ma qualcuno ironizza: “questo tipo di articolo 18 è discutibile o no? Si attende risposta del mondo imprenditoriale o in alternativa di Veltroni!”
di Iena Provinciale, Marco Benanti
Quando tutto o quasi era pronto, il “colpo di scena”: niente reintegro in Consiglio provinciale per Antonino Sangiorgi (nella foto), eletto nel collegio calatino per l’Udc ed arrestato nell’ambito dell’ inchiesta “Iblis” su mafia-politica-imprenditoria. Ieri sera, a Palazzo Minoriti, la vicenda non era all’ordine del giorno. Per la riconquista dello scranno di consigliere si dovrà attendere, ancora. La legge glielo consente. Magari l’opportunità politica consiglierebbe di fare altro.
“La dottoressa Litrico, la dirigente che si occupa della delibera -ha dichiarato il presidente del Consiglio provinciale Giovanni Leonardi- ha chiesto che Sangiorgi manifesti la propria volontà. Le istanze di reintegro, successive alla scarcerazione, sono infatti firmate dal suo avvocato (Giuseppe Marletta, neoassessore ai lavori pubblici della giunta Stancanelli, ndr) e non anche dal diretto interessato. Aspettiamo la risposta, comunque entro una settimana la questione va definita”.
Dopo l’arresto, Sangiorgi è stato sospeso dalla carica: al suo posto è subentrato il medico Elio Vanella. Sangiorgi è attualmente sotto processo (la Procura ha chiesto per lui una condanna ad otto anni e otto mesi). Contro l’ipotesi di “reintegro” di Sangiorgi si sono pubblicamente dichiarati i consiglieri del gruppo “Comunisti-Idv” Antonio Tomarchio e Valerio Marletta. E gli altri? E la cosiddetta “società civile” dice o tace?




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