PALELLA, LO “ZIO D’AMERICA” IN MEZZO AI CIANCIO DELLA TRADIZIONE AGRICOLA


Pubblicato il 01 Giugno 2025

DI IENA ORFANA MARCO BENANTI

Il Berlusconi dei tempi d’oro inviava agli italiani l’opuscolo sulla sua vita, con in evidenza la sua famiglia.

Dalle nostre parti, Salvatore Palella parla in prima pagina de “La Sicilia” del figlio. Una novità per le tradizioni dell’ “ambiente agricolo” da cui proviene il giornale dei catanesi. Nella sostanza, però, la dimostrazione è la stessa: il padrone sono io. E vi parlo della mia famiglia. Naturalmente, il tutto “condito” con la solita retorica del “non andate via” dalla Sicilia. Meglio restare e sorbirsi questo tipo di imprenditoria.

Già perché di fronte alle “mirabilie” di questa imprenditoria si potrebbe rimare perplessi, stupiti, magari non propri convinti. Cosa c’è dietro l’ “avventura” del nuovo “zio Sam” nella sua ascesa da AciPlatani al Connecticut?  Salvatore Palella ha annunciato -con grande enfasi mediatica- il passaggio del giornale dei Ciancio alla sua mano. Il volto del nuovo “zio d’America” campeggia ogni giorno, con annunci e frasi fatte.

Poi, però, ci sono i fatti: oltre cento dipendenti, non solo giornalisti, de “La Sicilia” attendono il saldo di spettanze arretrate di anni e anni. Ora, visto che Palella è il nuovo proprietario del giornale, la domanda è semplice: chi paga? Le transazioni indicherebbero una scadenza…già scaduta: ma i soldi dove sono?

Parrebbe che tutto sarà discusso e magari saldato a settembre. A Catania, si dice “co’ friscu”, ad AciPlatani, invece, come si fa? Sembra quasi la stessa cosa. E i Ciancio? Restano presenti eccome, in luoghi strategici dell’ ex “grande impero”, un “latifondo editoriale” che è stato per decenni un feroce monopolio e una vergogna quotidiana che ha danneggiato economia e società catanesi. Ma perché i Ciancio restano ancora in tanti posti in sella? A proposito: parrebbe pure che da viale Odorico da Pordenone si sostenga che ancora il passaggio del ramo d’azienda non è operativo. E allora perché Palella dichiara ai quattro venti di essere il nuovo proprietario (con annesso quadretto familiare)?

Intanto, passano le settimane, i mesi, i tempi di allungano…Chissà. Per fortuna, non ci sono più gli scenari verghiani, quelli dove c’erano gli aristocratici, i vecchi e i nuovi ricchi, in lotta per l’ascesa sociale, magari con il sensale di turno. Per fortuna, la Sicilia è terra d’innovazione: quanto risparmierebbe Ciancio da un “cambio di rotta” magari totalmente inaspettato alla fine di questa splendida  ascesa dello “zio d’America”? Ma che sarà mai? Tutte ipotesi: state sicuri che finirà tutto bene per i catanesi e per il loro giornale.

Stay tuned….


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