POLITICA, VE LA DO IO LA SICILIA: IL MEGAFONO FA IL “MAFIOSO” COL CULO DEL PD


Pubblicato il 13 Ottobre 2014

di Turi Peri Peri

I picciuli stanno finendo o sono già finiti? È questa l’unica domanda che i grandi cronisti che dattilografano ogni parola che esce dalle sacre labbra di Rosario Delizia&Crocetta dovrebbero fare al governatore.

Ma è meglio per i giornali e per i politici, continuare a proporre lo show del Saro contro tutti e delle minchiate in libertà e così, via cogli insulti al sindaco di Palermo che tenta (sempre pro domo sua s’intende) di analizzare il fallimento della rivoluzione mediatica di Sarettto da Gela.

Le ultime puntate della telenovela siciliana, vedono il Crocetta in camicia fradicia di sudore (senza sangue però, perché quello lo mettono i siciliani), dire che Il Megafono (misterioso oggetto della politica nell’universo) è pronto a confluire nel Partito Democratico. Per alcuni megafonini (leggi Beppe Professione Antimafioso Lumia) però, nel PD ci sono affaristi … e forse anche qualche mafioso?

S’avvicina per Rosario il giorno della sfiducia (che lo vedrà riconfermato e padrone ancora un po’ di tempo) e quindi eccovi spiegato il motivo dell’avvicinamento del Megafono al PD.

La campagna elettorale non finisce mai però e così eccovi spiegato il perché delle accuse del megafonino (senza fare nemmeno un nome) a quelli del PD.

Sono questi gli avvisi in stile mafioso che piacciono a quelli del Megafono.

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