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Sanità: l’assessore regionale Razza per ridurre gli sprechi sposta gli appalti sanitari in altri Regioni
Pubblicato il 14 Settembre 2019
E’ notizia dell’altro ieri. L’assessore regionale alla sanità avv. Ruggero Razza ci informa che la centrale unica di committenza (CUC) non funziona (guarda un pò,ne avevamo parlato mesi addietro) e così per risparmiare occorre ricorrere alle centrali di committenza di altre regioni. Una tra le regioni prescelte è a quanto sembra la Lombardia attraverso la sua centrale di committenza che si chiama “L’aria spa”. L’attrazione per il modello Lombardia nel corso dell’ultimo anno ha già partorito la firma di un accordo per l’esportazione in Sicilia della gestione dell’emergenza sanitaria dell’Areus; infatti sono di estrazioni lombarde le due figure centrali (oggi servizio 118) con Alberto Zoli (manager di Areu) e Davide Croce attuale presidente di Seus.
Negli uffici dell’assessorato siciliano che fanno capo all’on. Razza hanno valutato che il risparmio annuale potrebbe arrivare a 108 milioni di euro,in attesa che la CUC arrivi al livello delle altre centrali di committenza; così per risparmiare il governo regionale punta ad andare fuori.
A parte che sarebbe opportuno capire chi sono questi valutatori del risparmio annuale in Sicilia,da quali gare d’appalto nasce un risparmio di 108 milioni di euro. Sono anni che gare importanti vengono bandite e successivamente revocate in autotutela (sic!), dalla ristorazione al lavanolo,gare come ad esempio le pulizie durano oltre 2 anni e così via. Vogliamo ricordare all’on. Razza che la centrale di committenza lombarda è strutturata con 17 dirigenti e 432 impiegati, nella media matematica significa 1 dirigente ogni 25 impiegati (nella Regione Sicilia da quello che sappiamo abbiamo 1 dirigente ogni 10 impiegati).
La società lombarda è presieduta dal dott. Francesco Ferri (laureato in economia alla Bocconi,44 anni) ed è sotto il ferreo controllo dell’avv. Filippo Bongiovanni (da 39 anni nella P.A.) con un passato ventennale nella Guardia di Finanza.
Staremo a vedere.
Mase.




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