INFORMAZIONE E CALCIO CATANIA: TROPPE RETICENZE, TROPPE TIMIDEZZE. POCHE DOMANDE


Pubblicato il 28 Maggio 2023

La cappa di silenzio che la stampa locale ha contribuito ad addensare intorno al Calcio Catania è frutto della consueta logica ossequiosa di una categoria, quella del giornalismo autoctono, che non siamo sicuri non conosca le modalità con cui si pratica la professione ma che certamente non le applica. E non lo fa da molto tempo La vecchia proprietà godeva di un’intangibilità assoluta effetto dei quasi due lustri di massima serie. A questa è bastata una piccola promozione dalla serie D alla C per godere della medesima acquiescenza: per la serie i tempi cambiano, le ambizioni si rimpiccioliscono, il servilismo resta. 
Qualche quesito sparso sulle domande non poste e le questioni sul terreno non adeguatamente approfondite- Si vocifera nell’ambiente, senza alcuna smentita a noi nota, che Grella ed i suoi stiano puntando su una squadra giovane che possa aprire un ciclo. Non un instant team vincente quindi. Circostanza che i nomi dei tecnici che gravitano intorno al Catania suggerirebbero nell’ottica di una pianificazione del salto in B in due anni. Non sarebbe opportuno interrogare sul tema i vertici societari ?- Sull’ammodernamento dello stadio la stampa locale si è limitata a rendicontare i lavori in corso così come il comune ha inteso fare con un’accomodata conferenza stampa, un paio di slides e qualche numerino sparso senza che nessun esponente locale dell’informazione chiosasse in alcun modo sulle carte. Un ascoltato professionista locale, l’avvocato Giuseppe Rapisarda, ha posto la questione relativa alla rispondenza dei lavori in essere con il capitolato d’appalto redatto. Crediamo sia interesse di tutti verificare se sussista un’asola per ogni bottone. Si può chiedere qualcosa o ci si deve accontentare della versione unilaterale dei dirigenti comunali ?- Il Catania ha preso parte alla campagna elettorale sostenendo apertamente la candidatura di Trantino, partecipando ad iniziative politiche e parteggiando palesemente a sostegno di uno schieramento nel dispregio della passione dei sostenitori trasversale per definizione. Perché nessun giornalista ha chiesto se è stato opportuno muoversi in tal risma ?- Grande parte dell’organigramma societario coincide con la prima linea della vecchia proprietà. Dall’addetto stampa Scaltriti – ruolo, più di altri di natura fiduciaria – passando per Franchina indagato per la presunta bancarotta fraudolenta della Calcio Catania servizi srl con gravi capi d’imputazione. Sarebbe legittimo chiedere alla proprietà attuale per quali ragioni si è garantita continuità gestionale, anche in presenza del vulnus di cui sopra ?- Il Catania non ha ritenuto di affittare una sede in città preferendo impiantare gli uffici amministrativi all’interno di locali di proprietà comunale presso lo stadio Massimino. È lesa maestà chiederne la ragioni di una scelta di questo tipo ?- Il presidente Pelligra ogni qualvolta si trova a Catania non disdegna di accompagnarsi ad una varia umanità locale. Non sempre, dicono quanti hanno visionate talune ridondanti tavolate, con il giusto understatement. Qualcuno ha ritenuto evocare la circostanza, accennando all’opportunità di maggiore prudenza ?
Piccole, piccolissime tracce che comprovano l’esistenza in città di un’informazione silente e sussiegosa tale che risulta arduo distinguere l’operato della stessa da quello dell’ufficio stampa societario. Siamo certi che non sia un bene che la città non riceva stimoli ed informazioni terze se non altro perchè – crediamo di avere letto da qualche parte –  dove non c’è libera informazione, non c’è democrazia La Corea del Nord, appare evidente, è più vicina di quanto si immagini 
Saluti coreani.

Luca Allegra.

(con il concorso esterno di marco benanti).


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