“Rraggiazza.!!!!?!!!!!!!” della Raia


Pubblicato il 03 Settembre 2018

Certo che ai livelli di Concetta non s’è abbassato manco Crocetta. Proprio non ci può pace alla Raia di non esser stata paracadutata in un qualunque collegio proporzionale per essere eletta di volata. È un «io non ci sto» da premio Oscar Luigi Scalfaro il suo e tutta la corrente, quella per così dire della Cgil, ne sta facendo un coro.

Se solo avessero letto in aprile “Il patto della seppia”, articolo apparso in prima pagina su “La Sicilia” a firma di Mario Barresi, secondo un mio caro amico tra i migliori giornalisti dell’Isola, che annunciava, per primo, la nascita del PSdR (Partito Siciliano di Renzi), avrebbero persino loro compreso che nel partito non c’era spazio per chi veniva dalle file di quel che un tempo era di sinistra. E in un partito come questo, di cui il segretario avrà il controllo totale del gruppo parlamentare, caso unico dell’intera storia repubblicana, c’è un tempo per andare, troppo tardi è ormai, e un tempo per restare; ci sono “rimasti” al punto tale da bruciare, alle elezioni regionali, quello che passava per essere il cervello della Cgil, Angelo Villari. Pareva, infatti, che glielo avesse prescritto il dottore quel che è stato per mesi e mesi un tormentone: «Villari va a Palermo perché Concetta va a Roma». Mastro lamento, la Raia, sulla Albanella, la dolce Luisella, che con dignità ha fatto in questi cinque anni il deputato neanche un pio ha proferito. Di che stupirsi? da quelle parti è un continuo levati tu che mi ci metto, appunto, «io, io, io, io, io, io, io». Del resto, a proposito di dignità, a Concetta sarebbe bastato prendere esempio da Giuseppe Berretta, parlamentare uscente, che a Catania nell’uninominale s’è candidato: in silenzio soldato è stato, lui che della mozione Orlando è coordinatore regionale. No Concetta che è componente di un’arietta più piccola di una flatulenza. Ma per la Raia la virtù è apostrofo tra le quote rosa. Non a caso lei, la Raia, ha rifiutato il collegio, l’uninominale di Paternò, che comprende, fatto ancor più grave, Grammichele dove fanciullina crebbe: visto il merito… ma chi si crede di essere, Anna Finocchiaro?


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